Sant‘Andrea del Garigliano : Arte, Storia, Cultura, Prodotti Tipici, Dove dormire, Dove mangiare, Cosa fare nella Provincia diFrosinone.



Comune di Sant‘Andrea del Garigliano

Comune di Sant‘Andrea del Garigliano

Sant‘Andrea del Garigliano : informazioni turistiche

Il paese si trova a 176 m. d'altitudine, su uno sperone dei monti Aurunci. Furono i monaci di Montecassino a creare il primo centro abitato, in seguito alla donazione della terra dal Duca Gisolfo di Benevento. Anche nel caso di Sant’Andrea del Garigliano il nome del comune deriva da una chiesa medioevale dedicata al santo.
Oggi è un laborioso centro agricolo, ricco di sorgenti d'acqua sulfuree, che sa offrire al visitatore tanta ospitalità ed una cucina genuina e tipicamente ciociara. I tragici avvenimenti storici che hanno sconvolto il territorio comunale nel corso del Novecento –un monumento ai caduti di tutte le guerre ne tramanda ai posteri la memoria– hanno compromesso quasi interamente il patrimonio storico-architettonico locale: la chiesa di San Benedetto è stata ricostruita dopo la guerra e dell’antica chiesa di Sant’Andrea rimane soltanto il campanile, oggi adibito a torre civica. Mentre non abbiamo notizie per i periodi più remoti, sappiamo che in questa zona sorgeva la Chiesa di Sant’Andrea, eretta dai benedettini cassinesi e meta degli abitanti della zona.
Situato nella zona più meridionale della provincia di Frosinone, in origine denominato "Villa", il borgo sorgeva sulla riva destra del Garigliano, ma a causa delle continue incursioni saracene, ebbe a svilupparsi più a monte, in luogo più protetto.
Nell’anno 846, una banda di saraceni, dopo avere sconfitto un esercito franco, mentre faceva ritorno alla sua base sulla foce del Garigliano, distrusse la “cella” di Sant’Andrea. Fu ricostruita nel 941 su iniziativa dei principi di Capua e fu donata insieme alle terre circostanti all’abbazia di Montecassino, che incoraggiò l’insediamento di coloni e lo sfruttamento agricolo della zona–; successivamente fu spostata più a monte e dotata di un castello per resistere alle continue incursioni di saraceni e normanni.
Rinvenimenti archeologici, però, testimoniano che il luogo era già abitato in età molto più remota, come si evince dalla "pietra scritta" (inscrizione su pietra dedicata alla moglie di un guerriero caduto in battaglia), ancora visibile in località Guardia. Danneggiato a più riprese dai saraceni e dai normanni, il paese fu dato alle fiamme dalle orde di Marcoaldo, costringendo la popolazione a rifugiarsi nella vicina Abbazia. Dopo aver seguito per tutto il Medioevo le vicende storiche dell’abbazia, nel 1421 subì l’occupazione del temibile capitano di ventura Braccio da Montone, nominato vicario pontificio da papa Martino V. Quindi per diversi secoli, a causa della sua posizione appartata, venne solo sfiorata dai grandi avvenimenti storici; nel corso del Novecento, però, qui sostò per mesi la "linea Gustav" ed il paese fu interamente raso al suolo.
Più recentemente ha subito gravi danni in seguito al terremoto del 1984 e all’inondazione del 1991. Ha ottenuto l’autonomia amministrativa nel 1907, quando si è staccata dal soppresso comune di Sant’Andrea di Vallefredda.


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